Il corpo come opera d’arte

a cura di Giacomo Frullani e Federica Luser

26 novembre – 8 gennaio 2022
trart – viale xx settembre 33, Trieste

 

Corpi. Unici, inimitabili, tatuati, scarificati o plasmati sono i soggetti per la serie di immagini esposte dal 26 novembre fino l’8 gennaio 2022 allo spazio d’arte trart nell’ambito del Festival Zeropixel. Fotografie tratte dai cicli Essence, Tribes of new generation e Muses a hommage on Auguste Rodin. Immagini di grande impatto e seduzione, tutte analogiche ai sali d’argento e al platino palladio, tecnica sofisticata, costosa ed elegantissima.
L’autore è Jan C. Schlegel, fotografo tedesco, classe 1965 per la prima volta a Trieste.
Ha viaggiato tantissimo Jan C. Schlegel, più di 60 nazioni visitate, spinto da una insaziabile curiosità verso usanze e tradizioni di genti africane e asiatiche soprattutto, e da un’ammirazione incondizionata per le loro tradizioni. Ha vissuto con loro imparando e facendo proprie usanze e credenze, tanto da essere in grado di fissarle in immagini di grande fascino, lucide, precise nel minimo dettaglio.
Accanto all’esperienza “esotica” è affascinato dall’esperienza urbana occidentale che ha fatto propri questi segni distintivi traducendoli in un linguaggio diverso, altro, più estetico, che “di necessità”. Nasce così il ciclo Tribes of new generation. Donne e uomini sono ritratti impassibili e frontalmente, stessa posa, stesso fondo neutro di Essence, ma lo stupore è diverso. Quella sensazione di lontananza nello spazio e nel tempo, l’affascinante consapevolezza di uno stato aurorale – nel senso di origine – è totalmente alterata e trasformata nel suo valore “primo”.
Se nei cicli Essence e Tribes of new generation il valore pittorico del segno sul corpo gli permette di creare un racconto e di porre degli interrogativi sull’ambiguità delle figure, nel ciclo Muses – a hommage on Auguste Rodin, Jan C. Schlegel gioca con i corpi femminili creando composizioni di una bellezza eterea e senza tempo. Qui entrano in ballo la fisicità e la plasticità delle forme.
L’atmosfera è contemplativa. Segue con l’occhio i movimenti di quei corpi, intuisce i fremiti emotivi e scatta. L’armonia delle forme, unita a quella del movimento lento e sinuoso generano una tensione emotiva, un sentimento di appagamento e di piacere. Per questo ama Auguste Rodin, per questo fotografa le sue modelle su un piedistallo o le ambienta in un atelier tra gessi e abbozzi (immagini effettuate a San Pietroburgo e presentate a Trieste per la prima volta).
La scelta del bianco e nero, il ritocco a pennello e la stampa al platino/palladio gli permettono di concentrare tutta la sua passione per quei corpi dalle forme perfette. Un procedimento lungo e costoso, ma estremamente efficace nella resa della luce e dei chiaroscuri. Ogni immagine stampata è il risultato di ore e ore di lavoro. E’ il prodotto del mestiere, inteso come valore artistico. Il fotografo non solo guarda, ma vede in profondità; scatta e poi crea l’immagine intervenendo direttamente sulla stampa con viraggi selettivi.

Date

26 Novembre 2021

Category

2021, Mostre

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